Next exhibitions / Prossime Esibizioni
Settembre 2008, Poster (Athens version), MIRfestival, Athens, a cura di / curated by Christiana Galanopoulou www.mirfestival.gr
Ottobre 2008 Propp, Galleria Placentia Arte, Piacenza www.placentiaarte.it
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Mostra: Back to the Present
Artisti: Mauro Ceolin - Vanessa Chimera - Cristian Chironi - Domenico Antonio Mancini
A cura di: Gabriela Galati
Galleria: Appetite - Buenos Aires
Chacabuco 551, Buenos Aires Argentina
Tel: (5411) 4331-5405
Opening: 15 Agosto, 2008. Ore 19.
Il gruppo di artisti invitati alla mostra lavora, in modi diversi, ad una rivisitazione del presente usando il fare d’arte con uno sguardo al passato e alla storia presi in considerazione da diversi punti di vista. La necessità di tornare al presente partendo dalla comprensione, investigazione, incorporazione e/o appropriazione di temi e opere del passato, assume diverse forme e significati per ognuno di loro: Vanessa Chimera (Udine 1971) lo fa lavorando su delle opere paradigmatiche della storia dell’arte, Cristian Chironi (Nuoro 1974) tramite delle storie rilevanti scoperte negli archivi fotografici, Mauro Ceolin (Milano 1963) producendo incroci tra la tradizione, nuove tecnologie e le immagini della cultura di massa, Domenico Antonio Mancini (Napoli 1980) generando avvicinamenti spazio-temporali basati su una vicenda biblica che può essere letta come parabola di una situazione attuale.Le opere presentate da Vanessa Chimera sono tre stampe fotografiche su alluminio in cui l’artista interviene digitalmente. Due opere rappresentano quadri di Luciano Laurana e una di Piero della Francesca. Back & Forth è il titolo della serie che fa riferimento al peso rappresentato dalla tradizione dell’arte del passato per una giovane artista nell’Italia di oggi. In questi tre lavori, Chimera riflette sulla sua produzione artistica provando a rendere positivo per la sua opera il peso indiscutibile di quello che fu considerato per secoli il canone di bellezza e qualità artistica, dell’arte italiana, dall’Epoca Imperiale sino almeno al Barocco, passando per il Rinascimento.Mauro Ceolin è un artista multimedia che s’interessa dal 1996 alla ricerca delle forme estetiche dentro gli scenari dei videogiochi e di altre realtà relazionate con l’informazione e la tecnologia. L’artista disegna con la penna ottica direttamente su una tavola elettronica producendo dipinti vettoriali a mano libera, bushidoArcade è una videoanimazione in Flash nella quale Ceolin lavora sul codice etico samurai e con un grande numero d’icone della cultura di massa, immagini prese sia dai videogiochi che da logotipi di grandi multinazionali, ed anche da altre animazioni. L’incrocio tra un codice di onore e comportamento del X Secolo ed un immaginario quasi futuristico genera un corto circuito tra i concetti di attualità e antichità. Ceolin riflette abitualmente su questo rapporto tra passato e presente, non solo sul piano etico, ma facendo, anche, riferimenti ai generi della pittura del paesaggio e del ritratto. Cristian Chironi sviluppa la sua ricerca traendo spunto dagli archivi fotografici. Nelle immagini estrapolate, egli stesso subentra con la propria figura, allo scopo di realizzare una "cucitura" temporale che va verso una doppia direzione. Il gioco del calcio è in alcune opere, il pretesto che sceglie come trait d'union, per mettere in relazione passato e presente. Per esempio nella serie intitolata GAP, Chironi, ha utilizzato alcune fotografie dell'archivio Istituto Parri Emilia-Romagna di Bologna, scattate da Vittorio Vialli, militare catturato e rinchiuso nel 1943 in un campo di concentramento in Germania che riuscì a nascondere durante la prigionia, la sua macchina fotografica e alcune pellicole, documentando i pochi momenti di "evasione" nel campo. In questo conteso storico rientra il video Gap #7, che mostra alcune foto aree di posizionamento, scattate dagli angloamericani nei campi italiani durante la seconda guerra mondiale. Il sonoro della Champions League, accompagna la dissolvenza delle immagini, a sottolineare il gap tra due generazioni e un'arbitraria ri-scrittura della storia. Poster è invece la documentazione video di una performance in work-in-progress, che Chironi continua a sviluppare e ad adattare alle città in cui questa viene presentata. Diverse foto di squadre di calcio del passato, ingrandite su scala reale, compongono la scena; l'artista si inserisce all'interno di queste utilizzando strategie di finzione, come quella di salire su una rialzo di plexiglas trasparente alla ricerca della mimesi nell'immagine. L'effetto del tableaux vivants oscilla tra la dimensione del trompe l'oeil è quella di un palese inganno. In conclusione, i suoi lavori cercano di sottolineare in un tempo al presente la memoria come valore fondante. Le fotografie "Senza titolo" di Domenico Antonio Mancini sono state scattate nello stesso momento della produzione di un’opera omonima consistente in una bisaccia da pastore con quattro sassi della valle di Elah, luogo in cui Davide presse le cinque pietre prima di affrontare Golia. La prima e’ la fotografia di uno di questi bigliettini posto dall’artista, che indica il passo I Samuele 17, 38-40 , dell’Antico Testamento che racconta come Davide capisca di non poter indossare l’armatura perchè troppo pesante e non appartenente a lui e prende la bisaccia con i cinque sassi con cui sconfiggerà Golia. La seconda, è la fotografia del Muro del Pianto con i bigliettini di preghiere inseriti tra i mattoni. Entrambe le opere generano una doppia direzione temporale nelle possibilità di comprensione: verso il passato, nella lettura dell’Antico Testamento e della storia concreta di Davide e Golia; di ritorno al presente, per le analogie che si possono trovare tra questa storia e l’attuale situazione politica e religiosa. Le fotografie "Senza titolo" si presentano come desiderio, possibilità e memoria. (Gabriela Galati)
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Pubblicazione / Pubblication
The moving Sport of Art
Sleek Magazine art & fashion, Berlin, #19 summer.
Elisa Bilko, Annika van Taube, Jeffrey Work
Artist:
Ilya Kabakov, Olek Kulik, Laurent Perbos, Lang Baumann, Sebastian Errazuriz, Sarah Morris, Cristian Chironi, Graemete Patterson, Jules Spinatsch, Jay Mark Johnson, Mounir Fatmi, Christian Jankowski, Sarah Baker, René Kari, Atelier Van Lieshout, Florian Slotawa, Darren Lago, Douglas Gordon/Phollipe Parreno, Spencer Tunick, Paul Pfeiffer, Li Wei, Olaf Metzel, Daniel Ritcher.
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'SOFT CELL: dinamiche nello spazio in Italia'presso la GC. AC - Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Monfalcone,
venerdì 4 luglio alle ore 19.00.
In esposizione, opere di: Roberto Ago, Francesco Arena, Michele Bazzana, Emanuele Becheri, Riccardo Benassi, Davide Bertocchi, Dafne Boggeri, Luca Bolognesi, Pierluigi Calignano, Stefano Calligaro, David Casini, Alice Cattaneo, Alessandro Ceresoli, T-Yong Chung, Paolo Chiasera, Cristian Chironi, Nemanja Cvijanovic, Alessandro Dal Pont, Elenia Depedro, Igor Eskinja, Ettore Favini, Michael Fliri, Luca Francesconi, Christian Frosi, Marina Fulgeri, Anna Galtarossa, Nicola Gobbetto, Andreas Golinski, Paolo Gonzato, Francesca Grilli, Alice Guareschi, Claudia Losi, Federico Maddalozzo, Dacia Manto, Andrea Mastrovito, Marzia Migliora, Enrico Morsiani, Andrea Nacciarriti, Nark Bkb, Sandrine Nicoletta, Gabriele Picco, Giuseppe Pietroniro, Luigi Presicce, Riccardo Previdi, Davide Rivalta, Stefano Romano, Matteo Rubbi, Sissi, Alberto Tadiello, Nicola Toffolini, Simone Tosca, Luca Trevisani, Nico Vascellari, Italo Zuffi.
Il direttore: Andrea Bruciati
"SOFT CELL: Space Dynamics in Italy"
at the GC. AC - Contemporary Art Gallery of Monfalcone
on Friday, July 04, at 7:00 p.m.
Works by: Roberto Ago, Francesco Arena, Michele Bazzana, Emanuele Becheri, Riccardo Benassi, Davide Bertocchi, Dafne Boggeri, Luca Bolognesi, Pierluigi Calignano, Stefano Calligaro, David Casini, Alice Cattaneo, Alessandro Ceresoli, T-Yong Chung, Paolo Chiasera, Cristian Chironi, Nemanja Cvijanovic, Alessandro Dal Pont, Elenia Depedro, Igor Eskinja, Ettore Favini, Michael Fliri, Luca Francesconi, Christian Frosi, Marina Fulgeri, Anna Galtarossa, Nicola Gobbetto, Andreas Golinski, Paolo Gonzato, Francesca Grilli, Alice Guareschi, Claudia Losi, Federico Maddalozzo, Dacia Manto, Andrea Mastrovito, Marzia Migliora, Enrico Morsiani, Andrea Nacciarriti, Nark Bkb, Sandrine Nicoletta, Gabriele Picco, Giuseppe Pietroniro, Luigi Presicce, Riccardo Previdi, Davide Rivalta, Stefano Romano, Matteo Rubbi, Sissi, Alberto Tadiello, Nicola Toffolini, Simone Tosca, Luca Trevisani, Nico Vascellari, Italo Zuffi.
Andrea Bruciati, Director
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ad’a. museiIl 26 giugno 2008 alle ore 21 inaugura a Imola ad’a. musei, sesta edizione del progetto dei Musei civici dedicato all’arte contemporanea e all’arte pubblica.
Un percorso, una lunga notte dell’arte contemporanea tra i lavori realizzati per i tre musei dagli 8 artisti invitati dal curatore Roberto Daolio.
Si parte da Palazzo Tozzoni alle 21 per terminare alla Rocca, con una tappa al Museo di San Domenico. Durante questo “viaggio-visita” nelle strade del centro storico della città, il pubblico sarà dotato degli “strumenti” necessari per affrontare il percorso, tra cui la guida-catalogo realizzata da [mu]design.
Il settecentesco Palazzo Tozzoni ospita i lavori site-specific di Margherita Moscardini e Giovanni Oberti e qui inizia la performance di Cristian Chironi, tour operator di un “viaggio” in tre tappe che si può già prenotare (agenziadacitta.googlepages.com). Al Museo di San Domenico, nel “cortile della palma”, l’installazione di Marco Di Giovanni e nei Giardini la proiezione video di Gian Domenico Sozzi. Alle 23 si raggiunge la Rocca Sforzesca con le installazioni, le azioni e le performance sonore di Nark Bkb, Chiara Pergola, Pietro Riparbelli, i disegni di Di Giovanni e l’ultima tappa del Chironi tour.
ad’a.musei
interventi site specific, installazioni, performance, video, suoni e tre musei.
Musei civici di Imola 26 giugno 2008 ore 21-01
ore 21-22 Palazzo Tozzoni Via Garibaldi 18 Cristian Chironi, Margherita Moscardini, Giovanni Oberti
ore 22-23 Museo di San Domenico Via Sacchi 4 Marco Di Giovanni, Gian Domenico Sozzi
ore 23-01 Rocca Sforzesca p.le Giovanni dalle Bande Nere Nark Bkb, , Chiara Pergola, Pietro Riparbelli,
progetto Claudia Baroncini, Roberto Daolio, Mannes Laffi, Claudia Pedrini
cura Roberto Daolio
enti promotori
Provincia di Bologna, Assessorato Cultura e Pari Opportunità, Invito in Provincia Città di Imola, Assessorato alla Cultura, Musei Civici / con il contributo Fondazione Cassa di Risparmio di Imola - Cir Ambiente - Hera Comm / media sponsor Radio Bruno
Info Musei Civici di Imola tel. 0542–602609 musei@comune.imola.bo.it www.ada-areadazione.it
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transACTION
a cura di / curated by Walter Heun
Im Rahmen von transactionCristian Chironi
POSTER – Munchen version
30. Mai 2008, 18.00 und 19.15 Uhr, MUFFATWER (Munchen)
Ausgehend von historischen Mannschaftsfotos, die seinen Vater in Trikots unterschiedlicher (Amateur-) Fußballmannschaften zeigen, geht Cristian Chironi in „Poster" (2006) auf die Suche nach Verbindungen von Biographie, Sport, Gewalt und Leidenschaft. Chironi schweift an der Stelle seines Vaters durch die Jahrzehnte, durch die kleinen und großen Spiele und die gesellschaftlichen Ereignisse. Bald muss der Zuschauer erkennen, dass das Foto-Setting nur scheinbar eindeutig ist. Denn die Grenzen zwischen Privatem und Politischem, Realität und Fiktion, Vergangenheit und Gegenwart, Beweglichkeit und Unbeweglichkeit weichen nach und nach auf. Historische Tondokumente der jüngeren deutschen Vergangenheit, die stets kurz vor der Performance in der jeweiligen Stadt aufgenommen werden, und historische Legenden, wie sie nur in Umkleidekabinen entstehen können, verschmelzen zu einer neuen Geschichte. Chironi geht es dabei weniger um die Rekonstruktion von Realität als vielmehr um eine performative Rekonstruktion von Bildern, die sich in „Poster" durch die Überlagerung von Geschichte und Gegenwart, von historischer Fotografie und realem Abbild eines Menschen ergeben. Poster versucht von (sportlichen) Kämpfe zu erzählen, die Chironis Generation nur aus Erzählungen kennt. Die Bilder haben sich verändert, obwohl Fußball wahrscheinlich schon immer ein politischer Raum war, der mehr erzählt als die Tordifferenz. Geht es hier um Frisuren, Trikots, um Inter Mailand oder doch um politische Militanz?
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Xing/Raumpresentano
LIVING ROOM
appuntamenti performativi realizzati per uno spazio ridotto
mercoledi 28 maggio h 22.00
CRISTIAN CHIRONI
RUBIK
produzione Xing/Raum
Raum
Via Ca' Selvatica 4/d, Bologna
Rubik è un nuovo progetto performativo in fase di test. Nominalmente e metodologicamente, prende spunto dal Cubo di Rubik o Cubo magico, celebre rompicapo inventato nel 1974.
La scena è un grande oggetto, composto di più quadrati per lato. I quadrati sono facilmente ruotabili e intercambiabili. Attraverso un intervento perpetuo e chirurgico, l'immagine si compone e scompone in infinite combinazioni, in dialogo con il performer che talvolta la inficia con la propria figura o la prolunga nel reale. Si costruisce così una sorta di scultura architettonica e dinamica il cui perno è un corpo che muta di abito.
Le immagini sulle superfici del cubo sono un’indebita appropriazione da riviste e giornali (così come i sonori dal web). Il retino tipografico ne rivela la fonte e le relega ad uno statuto di bassa qualità; singolarmente non hanno particolare importanza, se non per il loro carattere popolare e potrebbero essere sostituite da altre. Ciascuna presenta una propria storia che, associata ad un'altra immagine crea una concatenazione di eventi. Ogni immagine è sezionabile, ed ogni porzione osservata determina un diverso percorso esperenziale. Cambiando una sola piastrella del cubo, muta il percorso: temporale, visivo e funzionale.
Rubik annovera i caratteri di un’opera mai uguale a se stessa.
Rubik è un 'credo' nel destino, nell’elemento che richiama e determina altre facce di storie parallele, luoghi, eventi, fatti, casualità, funzioni. Sincronicamente, e in un tempo dilatato. Le possibili combinazioni del cubo sono incroci in cui eventi e individui lontani si toccano per un solo secondo sulla faccia della terra.
Un affresco leggero sull'umanità, oltreché la misura di uno stato attuale. Una babele multietnica, di storie e destini umani, di umori e umorismi, in cui l’evasione performativa del gioco si trasforma in viaggio, narrazione, tensione emotiva e programmatica cerebralità. Rubik è il rompicapo. Diverse geografie si connettono in un azzeramento temporale, dove il presente è quello del corpo del performer. Taktharova, Kabul, New York, Cannes, Jerusalem, Leh, Prozor, Jakharta, Napoli… Babele: costruzione di mattoni e metafora di una diversità apparente e distanze vicine.
Si dice che una farfalla che batte le ali in Giappone, generi un uragano nell'altra parte del mondo. Ruotando una faccia di Rubik, le convinzioni acquisite cadono come in un domino.
di e con Cristian Chironi
sounds curator Luca Piga
Living Room è uno sguardo sulla produzione di performer, coreografi, artisti visivi e plastici. In Living Room convergono una serie di eventi performativi realizzati per uno spazio ridotto, a stretto contatto con il pubblico, aperti nel formato e nell'ideazione. Un format anomalo che nasce per sperimentare forme di presentazione scenica non classiche, alla ricerca di prototipi e tipologie performative attuali e colloquiali. Living Room è una camera di decompressione per artisti affermati; e un luogo di verifica per chi ha ricerche in corso: ricerche sui formati, sulle forme della rappresentazione, di cui condividere i processi e non solo gli esiti. (a cura di Silvia Fanti).
Col supporto di Regione Emilia-Romagna, POGAS Politiche Giovanili e Attività Sportive, Comune di Bologna, Città del Capo-Radio Metropolitana, Radio Città Fujiko, Edizioni Zero.
Raum infoline via Ca' Selvatica 4/d - Bologna tel 051.331099 info@xing.it
www.xing.it/raum.html
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Uovo performing arts festivalMilano 20 maggio 2008
a cura di / curated by Umberto Angelini
Cristian Chironi
POSTER20 maggio 2008, ore 20:40, Superstudio Più, Milano
Body and image, reality and fiction, collective memory and individual history: through photographies of the personal archive, enlarged ti full-scale, Cristian Chironi invites the spectator to a reflect on the relationship between presence and representation. Group shots of football teams taken from the album of is father, a professional player, are the starting point for a dialogue between present and past, movement and stillness. With a series of tableaux vivants, in a subtle play between between documentation and invention, projection and identification, Chironi superimposes his corporeal figure on the historical image, reconstructing backwards, from 1980 to the early 1960, jerseys, kits, contexts and and atmospheres of important stages of a provincial past, which becomes the emblem of a feeling of belonging and sharing of a popular memory.
Superstudio Più, via Tortona 27, 20144, Milano
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Plateaux - New Positions in International Performing Arts 17.-27.4.2008
a cura di / curated by M. Baasch
Mousonturm, Frankfurt (D)
Rien ne va plus. The choice of productions for the Plateaux Festival 2008 is final.
Together with the artistic advisory board, we chose from almost 230 proposals the projects to be produced for the festival at Künstlerhaus Mousonturm in the end of April 2008. The increase in the number of entries, as well as the rising internationality of the applications clearly shows that Plateaux has made a place for itself in the national and international production landscape as a platform for new forms of performing arts.
Curator, Projektleitung: Martin Baasch / Assistence: Phillip Koban
Advisory Board: Mikael Horstmann (Freier Kurator Kunst, Performance ) Jan-Philipp Possmann (Sophiensaele Berlin), Mark Timmer (Gasthuis Amsterdam), Iara Bubnova (Visual Arts Centre Sofia )
www.mousonturm.de
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Tel: +39 051 237722 Fax: +39 051 237722
info@ntartgallery.com www.ntartgallery.com
Lo fa attraverso le fotografie e la storia del tenente Vittorio Vialli, giovane geologo della fanteria, mandato dopo l’8 settembre del 1943 in un campo di prigionia nel nord della Germania. Ma Vialli era, oltre che geologo, un appassionato fotografo, che riuscì a nascondere per tutta la prigionia una macchina fotografica e un discreto numero di rullini con cui documentò la vita del campo. Cristian Chironi, che abitualmente fa ricerche negli archivi fotografici, quasi a cercare una sorta di nutrimento al proprio lavoro, scopre l’esistenza di queste immagini nell’archivio dell’Istituto Parri di Bologna, e da qui comincia a immaginare un percorso al loro interno. È colpito dalla scelta di quei militari italiani che dopo l’armistizio hanno preferito la prigionia tedesca alla Repubblica di Salò, dalla resistenza passiva di cui sono protagonisti e di cui si è sempre poco parlato. Vialli ruba immagini di vita quotidiana nel campo, momenti difficili e piccoli attimi di gioia, come le partite di calcio che i prigionieri organizzano in un vero e proprio torneo. Proprio il calcio diventa l’elemento con cui Chironi cerca di ricucire quel gap temporale, tentando di rendere quel passato sincrono al suo presente. Sceglie delle foto di Vittorio Vialli in cui, con un semplice lavoro di postproduzione, si inserisce al loro interno vestito da calciatore, con divisa a strisce bianconere, analoga a quella classica dei prigionieri. Tre foto, a cui affianca altrettanti schemi di azioni di battaglie tra partigiani e tedeschi, trasformandoli in schemi tattici di una partita. Costruisce infine un video, intitolato Gap#7, con alcune foto scattate dai ricognitori alleati durante la guerra, montate in dissolvenza e sapientemente in accordo con il ritmo dell’inno Uefa della Champions League. Una colonna sonora dai toni epici e retorici, che vuole esaltare il ruolo degli eroi dei nostri tempi. Ironia amara, certo, ma anche l’idea precisa che il passato si può capire solo avendo chiaro il presente, rendendoli l’uno parte dell’altro.
Saturday 8th March at 19:00 in the NT Gallery of Bologna, the inauguration of a personal exhibition by CristianChioroni called “GAP”
GAP is an exhibition which deals with the complex, and decisively difficult relationship that we live with, between memories and the present and more in general between the past and the present.This is done through the photography and the story of Lieutenant VittorioVialli, a young infantry geologist, sent after Sept 8th in 1943 in a prisoner of war camp in the north of Germany. But Vialli was not just a geologist but he was also a passionate photographer, who was able to hide his camera and a few rolls of film for the duration of his imprisonment, with which he documented his life in the camp. CristianChioroni, who often does research in photographic archives, searching for substance in his work, he discovered the existence of these photographs in the archive of the Parri Institute of Bologna and from this point he began to realize the significance behind the photographs. Astonished by the choice of the Italian Army, which after the armistice preferred German Prisons to the republic of Salo’ and the passive resistance in which they are protagonists that was rarely spoken about. VittorioVialli caught images of daily life in the camp, the harsh conditions and small moments of joy, such as the football match which the prisoners organized became momentous for everyone involved. The game of football became an element with which Chironi attempted to bridge the gap between synchronizing this past with his present. He chose some of the photos of VittorioVialli in which during post-production, he inserted himself in the photograph, dressed in a black and white football strip the same as the commonly worn prison uniform. Also three photographs in which he transforms battle plans by overlaying them with a schematic of football tactics. To conclude he made a video with the title GAP 7, with some of the faded photos taken by ally reconnaissance during the war accompanied with the rhythm of the UEFA Champions League anthem. A sound-score with epic and rhetorical tunes, that have a greater importance to the heroes of our times. Of course this is a bitter irony, but it is also the precise idea that the past can only be understood if the present is clear thus rendering the past with the present.
